Croseraz Val Bona, Pian dele Stele e Bosco Vintulins sono i primi tre boschi vetusti di proprietà regionale inseriti nella Rete nazionale dei Boschi vetusti.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha raggiunto un nuovo importante risultato nell’ambito della tutela e della conoscenza del patrimonio forestale regionale. La definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 17 agosto 2026 ha formalizzato l’inserimento nella Rete nazionale di tre aree forestali di proprietà regionale: Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, Pian dele Stele, nel Comune di Polcenigo, entrambe nella foresta del Cansiglio, e Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, nel Comune di Paularo.
I boschi vetusti sono ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di specie autoctone e da un’evoluzione naturale protratta per oltre sessant’anni senza significative interferenze antropiche. Sono ambienti di particolare valore naturalistico e scientifico, caratterizzati da una ricca biodiversità e dalla presenza, nello stesso ecosistema, di piante secolari, giovani individui, alberi adulti, fusti senescenti e legno morto.
Il riconoscimento dei tre siti è il risultato di un percorso avviato in attuazione del decreto legislativo 34 del 2018 e delle successive linee guida ministeriali approvate nel 2021. A partire dal 2022, la Regione, attraverso il Servizio foreste, ha avviato le attività tecniche necessarie all’individuazione dei boschi vetusti, anche grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università degli Studi di Udine.
Il lavoro di individuazione ha previsto l’analisi dei Piani di gestione forestale e dei Piani di gestione di parchi e riserve regionali, insieme alla consultazione di studi e ricerche scientifiche, fonti storiche e archivistiche. La ricerca ha fatto ricorso anche alle banche dati regionali e ai dati LiDAR per individuare ulteriori popolamenti forestali potenzialmente vetusti.
Con la deliberazione della Giunta regionale del 1° agosto 2025, la Regione ha recepito gli esiti di questo lavoro, individuando le tre aree da proporre per l’inserimento nella Rete nazionale e un quarto sito come bosco potenzialmente vetusto.
La tutela dei boschi vetusti si inserisce nel quadro più ampio della gestione sostenibile del patrimonio forestale, che tiene insieme gli aspetti produttivi, ambientali e sociali. Come sottolineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali Stefano Zannier, il percorso proseguirà con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la rete regionale e nazionale, coinvolgendo altre proprietà forestali e continuando il lavoro coordinato dal Servizio foreste con la collaborazione tecnica dell’Università di Udine.
